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Abdullah


🌿 Abdullah, una storia che continua: tra cure, coraggio e famiglia

Quando Abdullah è arrivato a Padova il 14 maggio 2025, aveva con sé soltanto un piccolo zainetto e gli occhi grandi di chi ha visto troppo per avere soltanto dieci anni.Tra le braccia della madre, stretta con forza, c’era anche la sua sorellina di appena pochi mesi: due bambini che la guerra aveva già strappato all’infanzia, ma che ora cercavano una nuova possibilità.

Abdullah soffre di una grave forma di leucemia. A Gaza era impossibile proseguire le cure: gli ospedali erano stati distrutti, mancavano farmaci, luce, acqua. Così, grazie alla rete umanitaria della Farnesina, della Protezione Civile e dell’associazione Padova Abbraccia i Bambini (PAB), è stato inserito in una missione di evacuazione medica. L’aereo che lo ha portato via da una terra in guerra gli ha anche restituito una speranza.

Oggi, con il passare dei mesi, Abdullah sta davvero meglio.La sua leucemia sta facendo progressi e, grazie alle cure attente e specialistiche del reparto di Oncoematologia pediatrica, sta lentamente tornando a sorridere.I medici lo seguono con professionalità, gli infermieri lo salutano come un piccolo eroe di casa, e ogni miglioramento diventa un traguardo prezioso condiviso da tutti.

Accanto a lui c’è sempre sua mamma, Iman, una donna straordinaria che affronta ogni ostacolo con una determinazione silenziosa fatta di amore e speranza. La sua bambina, che aveva solo pochi mesi quando sono arrivati, ha da poco festeggiato il primo compleanno, il 6 novembre — un traguardo che, in molti, a Gaza non avrebbero mai immaginato di celebrare.

A Padova, Iman non è sola: i volontari di P.A.B. le sono accanto ogni giorno, la sostengono nelle cure, nelle pratiche burocratiche, nei momenti di stanchezza e in quelli di gioia. Sono diventati una seconda famiglia, un porto sicuro quando la nostalgia e la preoccupazione per ciò che rimane lontano diventano troppo pesanti.

Perché a Gaza, ad aspettarli, ci sono ancora il papà di Abdullah e due fratelli.Ogni telefonata è una piccola vittoria contro la distanza, ogni notizia un sollievo o un nodo alla gola. Abdullah parla spesso di loro, degli abbracci mancati, dei giochi lasciati indietro, della promessa che un giorno — quando starà bene — potranno di nuovo stare tutti insieme.

La storia di Abdullah non è solo una storia di malattia, ma una storia di resistenza, cura e rinascita.È la prova che, anche nelle circostanze più dure, la solidarietà umana può farsi ponte tra mondi lontani e cambiare il destino di una vita.E il sorriso che oggi illumina il volto di Abdullah ne è la testimonianza più bella.

 
 
 

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